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DISCIPLINE

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PUGILATO

Il pugilato è il più antico e conosciuto sport da combattimento di origine occidentale. Gli atleti, suddivisi in categorie di peso, si fronteggiano su un ring colpendosi con i pugni chiusi (protetti da appositi guantoni), allo scopo di indebolire e atterrare l'avversario. Questo sport è conosciuto, a partire dall’XI secolo, anche come “la Nobile Arte”, in quanto richiede ai suoi praticanti caratteristiche come coraggio, forza ed intelligenza. E’ l’unica disciplina da ring ad essere stata ammessa ai Giochi Olimpici. 

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KICK BOXING

La kickboxing è uno sport da combattimento che combina le tecniche di calcio tipiche delle arti marziali orientali ai colpi di pugno propri della boxe inglese. Il termine "kickboxing" è stato coniato in Giappone negli anni Sessanta. I promoter nipponici, vedendo il successo dei match di muay thai, dopo uno studio dei diversi regolamenti di gara esistenti, decisero di eliminare i colpi di gomito, le prese e, successivamente anche le ginocchiate. Rimase uno sport da combattimento nel quale gli atleti usano pugni e calci alle gambe, al tronco ed al viso. Nacque così la "kickboxing giapponese", poi abbreviata in "kickboxing", disciplina rapidamente diffusasi in tutto il mondo con enorme successo.

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MUAY THAI

La muay thai, nota anche come thaiboxing o boxe thailandese, è uno sport da combattimento a contatto pieno che ha le sue origini nella mae mai muay thai, antica arte marziale thailandese. La disciplina è nota come "la scienza degli otto arti" perché consente ai due contendenti di portare combinazioni di pugni, calci, gomitate e ginocchiate, quindi otto parti del corpo utilizzate come punti di contatto, rispetto ai due del pugilato o ai quattro della kickboxing.

La muay thai originale divenne popolare nel XVI secolo nell’antico Regno del Siam, ma si diffuse internazionalmente solo nel XX secolo, grazie ad alcune modifiche sostanziali del regolamento di gara che l’hanno trasformata in una efficace e spettacolare disciplina da ring.

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MMA

Con il termine arti marziali miste (abbreviato spesso in MMA, acronimo di “mixed martial arts”), si indica uno sport da combattimento a contatto pieno il cui regolamento consente l'utilizzo sia di tecniche di percussione (cioè calci, pugni, gomitate e ginocchiate), sia di tecniche di lotta (come proiezioni, leve e strangolamenti). Una competizione di MMA inizia con il combattimento in piedi e può proseguire quindi a terra. Gli atleti possono vincere ai punti, per KO o per sottomissione (cioè costringendo l'avversario alla resa tramite leva o strangolamento). Vengono indossati dei particolari guantini “a mano aperta” che consentono di afferrare l’avversario per applicare le tecniche di lotta.

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FULL CONTACT

Nato negli anni Settanta in USA con il nome originario di full contact karate, è uno sport derivato dal karate in cui, a differenza dei combattimenti di quest'ultimo e delle varianti “point karate” e “semi-contact”, è consentito il pieno contatto ("full contact" in inglese) dalla cintura in su. La disciplina fu inventata dal campione americano Joe Lewis insieme ad un gruppo selezionato di maestri desiderosi di provare la reale efficacia delle varie tecniche delle arti marziali tradizionali unite ai pugni della boxe. 

SAVATE

 La savate (nota anche col nome di boxe francese) è una disciplina sportiva nata nei quartieri più poveri di Marsiglia e Parigi nei primi anni dell'Ottocento come forma di combattimento da strada. Fu successivamente modificata dagli aristocratici francesi che la trasformarono nella propria forma di difesa personale. All'inizio le tecniche potevano essere eseguite soltanto con i piedi, ma dal 1820 furono introdotti i colpi a schiaffo con le mani e nel 1830 i contendenti cominciarono ad usare i guantoni da boxe. A differenza degli altri sport da ring, dove si combatte a piedi nudi, nella savate si usano delle scarpe senza tacco con suola e punta rinforzate. Si può colpire l'avversario ovunque tranne che alla nuca ed al triangolo genitale.

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KARATE

Il karate è un'arte marziale nata in Giappone, nelle isole Okinawa. Fu sviluppato dai metodi di combattimento indigeni chiamati te  (lett. "mano") e dal kenpō cinese. Prevede la difesa a mani nude, senza l'ausilio di armi, anche se la pratica del Kobudo di Okinawa, che prevede l'uso delle armi tradizionali (Bo, Tonfa, Sai, Nunchaku, Kama), è strettamente collegata alla pratica del karate. Attualmente viene praticato in versione sportiva (privato della sua componente marziale e finalizzato ai risultati competitivi tipici dell'agonismo occidentale) e in versione arte marziale tradizionale per difesa personale. 

A seconda dei vari stili di karate, il karate si compone di numerosissime tecniche: si utilizzano pugni, calci (principalmente alle gambe e al tronco), gomitate, ginocchiate e colpi di percussione a mano aperta nelle zone sensibili del corpo umano (femore, articolazioni, fegato, gola, costole fluttuanti) al fine di provocare un trauma anatomico che neutralizzi l'avversario nel modo più veloce ed efficace possibile seguendo la regola del "minimo sforzo, massimo risultato".  Tutte queste tecniche sono corredate da un insieme di parate, schivate, spostamenti e scivolate atte a deflettere e intercettare gli attacchi oltre a proiezioni, spazzate, bloccaggi e leve articolari. Non si deve però pensare al Judo o all'Aikido. Le proiezioni e le spazzate del karate non prevedono di "lanciare" l'avversario in lontananza (come nell'Aikido) ma di "sgretolarlo" sul suo centro, a terra, per impedirgli di contrattaccare e quindi finirlo con tecniche di colpo. Il karate, del resto, è primariamente un'arte di percussione sebbene il suo studio comprenda tutte le possibilità di combattimento.

JUDO

Il judo è un'arte marziale, uno sport da combattimento e un metodo di difesa personale giapponese formalmente nato in Giappone con la fondazione del Kōdōkan da parte del professor Kanō Jigorō, nel 1882. I praticanti di tale disciplina sono denominati judoisti o più comunemente judoka. Secondo il metodo d'insegnamento del Prof. Kanō, il Kōdōkan judo consiste fondamentalmente nell'esercitare la tecnica di combattimento e nella ricerca teorica elaborate dal principio "yawara".  

«Yawara significa adeguarsi alla forza avversaria al fine di ottenere il pieno controllo. Esempio: se vengo assalito da un avversario che mi spinge con una certa forza, non devo contrastarlo, ma in un primo momento debbo adeguarmi alla sua azione e, avvalendomi proprio della sua forza, attirarlo a me facendogli piegare il corpo in avanti [...] La teoria vale per ogni direzione in cui l'avversario eserciti forza.»

Il judo offre un ricco repertorio di tecniche di combattimento. Queste tecniche comprendono l'applicazione del principio yawara (non soltanto nel contesto dell'elasticità passiva intesa in senso buddhista, ma anche come principio attivo del contrattacco), enucleano i principi dell'attacco-difesa propri del metodo Kanō e ne dimostrano l'efficacia sia nel combattimento reale, sia nella competizione sportiva.

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FIT BOX

La fit boxe è un metodo di allenamento fitness – concepito per ottimizzare lo stato di forma fisica generale – sviluppato in stile boxe o kickboxing. Molto spesso è accompagnato da tracce musicali con intento motivazionale o che scandiscono il ritmo dei colpi. La fit boxe non rientra tra gli sport da combattimento e non esistono avversari; i colpi vengono portati esclusivamente contro un apposito sacco o contro i guantoni di un compagno di allenamento – a discrezione del coach e a seconda del tipo di allenamento. La fit boxe migliora gran parte della condizione muscolare oltre ad incrementare resistenza ed elasticità muscolare grazie alle caratteristiche aerobiche ed anaerobiche miste. Permette inoltre di allenare la comunicazione tra mente e corpo: dunque a diminuire il tempo necessario per pensare ad un movimento, elaborarlo e trasmettere l'impulso. 

Negli ultimi anni non solo la fit boxe, ma anche la preparazione atletica della kickboxing e del pugilato (prepugilistica), sono diventate uno stile di allenamento molto popolare.